Il volume a cura di Sabrina Mutino “Archeologia Preventiva in Basilicata. Nuove scoperte a Palazzo San Gervasio, Banzi e Genzano di Lucania” si inserisce nella collana di studi «Polieion» della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università della Basilicata, e raccoglie 16 contributi incentrati su 36 contesti archeologici, datati dalla Preistoria all’età moderna, oggetto di interventi diretti dalla Soprintendenza tra il 2008 e il 2020.
Dopo un’introduzione dedicata all’inquadramento normativo e amministrativo della pratica dell’archeologia preventiva nel territorio lucano, il libro è articolato in sei capitoli topografici, scanditi ciascuno in senso diacronico. Il vasto comprensorio indagato è grosso modo coincidente con quello interessato dallo schema B dell’infrastruttura idrica “Bradano-Basento” e, in gran parte, ripercorre la cd. ‘ipotesi meridionale’ del tracciato della Via Appia in quest’area. Le scoperte riguardano, tuttavia, anche un villaggio preistorico, intercettato durante i lavori per la realizzazione di un metanodotto a Genzano di Lucania, interventi programmati per il restauro dei castelli di Monteserico e Palazzo San Gervasio, nonché sopralluoghi effettuati su sollecitazione delle comunità locali di Palazzo San Gervasio e dei paesi viciniori di Venosa, Banzi e Genzano di Lucania. Ne sono scaturite nuove scoperte, come la presenza di due ponti sulla fiumara tra Venosa e Palazzo, due cascate, un mulino e le tracce di un acquedotto romano, che sembra ricollegarsi al famoso acquedotto fatto costruire da Erode Attico nel II secolo d.C., di cui si conosceva il tratto che da Montemilone giunge a Canosa. Le nuove acquisizioni dimostrano inequivocabilmente come l’infrastrutturazione romana abbia qui creato le premesse per il successivo sviluppo insediativo, perdurato fino alla piena età medievale e moderna, e conservatosi pressoché inalterato fino ai nostri giorni, andando a costituire un Paesaggio Culturale straordinariamente suggestivo.
Nel settimo capitolo una sintesi pluridisciplinare sullo stato degli studi. Di grande interesse l’aggiornamento del repertorio epigrafico, scritto da Marcella Chelotti, e la presentazione del docu-film “Viarium. Paesaggi culturali nell’ager Bantinus”, di Maria Chiffi e Francesco Gabellone, che ha accompagnato l’intero progetto di conoscenza e promozione territoriale. Il volume si conclude con una proposta di sintesi ricostruttiva storico-archeologica, di grande utilità per chi dovrà occuparsi in futuro della tutela di questo territorio.
L’intero progetto, che culminerà nella esposizione dei reperti rinvenuti in una mostra presso la Pinacoteca e Biblioteca “Camillo D’Errico” di Palazzo San Gervasio, è stato condotto dalla Soprintendenza grazie ad una convenzione stipulata con l’Ente Morale, e con la fondamentale collaborazione interistituzionale del Consorzio di Bonifica della Basilicata e degli Uffici Regionali.
La partecipazione è libera.