Fondo per il Restauro di immobili di interesse storico e artistico – Credito d’imposta per le annualità 2025, 2026 e 2027
Pubblicazione della documentazione e indicazioni per la presentazione delle istanze
Il Ministero della Cultura – Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha emanato la Circolare recante le indicazioni operative per l’attuazione del Decreto Interministeriale 12 maggio 2026, n. 210, concernente i criteri e le modalità di gestione del Fondo per il restauro e per altri interventi conservativi sugli immobili di interesse storico e artistico, previsto dall’art. 65-bis del Decreto-Legge n. 73/2021.
La misura è finalizzata a sostenere i proprietari e detentori di immobili culturali mediante il riconoscimento di un credito d’imposta per le spese sostenute per interventi di manutenzione, protezione e restauro autorizzati ai sensi dell’art. 21 del D.Lgs. 42/2004.
Beneficiari
Possono accedere all’agevolazione le persone fisiche che detengono, a qualsiasi titolo, immobili di interesse storico e artistico sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
Il beneficio è riconosciuto esclusivamente per immobili non utilizzati nell’esercizio di attività d’impresa.
Misura dell’agevolazione
Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del: 50% delle spese ammissibili sostenute
fino ad un importo massimo di:
€ 200.000 per ciascun immobile;
nel limite delle risorse disponibili pari a € 1.000.000 per ciascuna annualità 2025, 2026 e 2027.
L’effettivo ammontare del credito riconosciuto potrà essere rideterminato in funzione del rapporto tra le risorse disponibili e il totale delle richieste presentate.
Interventi e spese ammissibili
Sono ammissibili le spese relative a:
interventi conservativi di cui all’art. 29 del D.Lgs. 42/2004;
opere e impianti finalizzati al miglioramento della sicurezza e della conservazione del bene culturale.
Non sono ammissibili gli interventi di mero adeguamento funzionale o tecnologico non direttamente connessi alla conservazione del bene.
Presentazione delle istanze
Le domande devono essere trasmesse esclusivamente tramite PEC al seguente indirizzo:
fondorestauro@pec.cultura.gov.it
Per le spese sostenute nell’anno 2025
Le istanze potranno essere presentate: dal 1° giugno 2026 al 15 luglio 2026
Per le spese sostenute negli anni 2026 e 2027
Le istanze dovranno essere presentate: dal 1° febbraio al 15 marzo dell’anno successivo a quello di sostenimento della spesa.
Documentazione da allegare
L’istanza deve essere corredata dalla seguente documentazione:
domanda in bollo compilata e sottoscritta digitalmente;
copia del provvedimento di tutela o dichiarazione contenente gli estremi dello stesso;
copia dell’autorizzazione rilasciata ai sensi dell’art. 21 del D.Lgs. 42/2004;
dichiarazione di non aver beneficiato di altre agevolazioni per le medesime spese;
attestazione di inizio e fine lavori a firma del tecnico incaricato;
attestazione delle spese sostenute mediante computo metrico estimativo;
elenco dettagliato delle lavorazioni e dei relativi costi;
proposta di accordo e convenzione per l’accessibilità pubblica del bene;
documentazione fotografica a consuntivo.
Procedimento istruttorio
Successivamente alla scadenza del termine di presentazione delle domande:
la Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio trasmetterà le istanze agli Uffici territorialmente competenti;
le Soprintendenze procederanno alla verifica dell’ammissibilità delle richieste e della documentazione allegata;
entro 45 giorni verrà comunicato alla Direzione Generale l’esito dell’istruttoria;
la Direzione Generale provvederà al riconoscimento del credito d’imposta e alla trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate.
Utilizzo del credito
Il credito d’imposta riconosciuto sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24 secondo le modalità previste dalla normativa vigente.
Accessibilità al pubblico
Gli immobili che beneficiano del contributo dovranno essere resi accessibili al pubblico secondo modalità da definire mediante apposita convenzione, nel rispetto di quanto previsto dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
Documentazione
Sono disponibili per il download: